L’Agroalimentare è la prima filiera in Italia per imprese in rete (23% del totale Nazionale) con 8.165 imprese impegnate in 1.680 contratti di rete (dati InfoCamere al 3 aprile 2020). La filiera agrifood è stata classificata prendendo in esame i codici Ateco A01 coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali, caccia e servizi connessi, A02 silvicoltura ed utilizzo di aree forestali, A03 pesca e acquacoltura e, con riferimento alle aziende di trasformazione, C10 industrie alimentari e C11 industria delle bevande.

Osservando i dati in base alle due tipologie di contratto di rete esistenti, la rete-contratto risulta essere la più diffusa: il 78% delle imprese agroalimentari sceglie questa forma (in valori assoluti 6.362 imprese), a fronte del 22% che si aggrega tramite reti con soggettività giuridica (1.803 imprese).

Tale tendenza si consolida considerando il totale dei contratti di rete della filiera (1.680); di cui l’83% è da ricondurre a reti-contratto, che rappresentano la tipologia prevalente (1.389 contratti) ed il restante 17% è rappresentato da reti-soggetto (291 contratti).

Le imprese agroalimentari in rete sono aumentate del +4% nel 1° quadrimestre 2020, tasso che, se confrontato con quello dello stesso periodo del 2019 (+3,2%), indica una crescita più sostenuta nell’anno in corso rispetto all’anno precedente. Su base mensile, febbraio (+1,86%) e marzo (+1,40%) sono i mesi di maggiore crescita nel 2020, mentre ad aprile si rileva una flessione (+0,54%) probabilmente dovuta ai primi effetti della crisi in corso.

Tra i comparti della filiera, le imprese impegnate in agricoltura, prodotti animali, caccia e servizi connessi sono le più presenti in rete (83%) seguite da industria alimentare (12%); il 2% delle imprese agroalimentari è da ricondurre rispettivamente a industria delle bevande e silvicoltura ed utilizzo di aree forestali, l’1% infine svolge attività di pesca e acquacoltura. Tale distribuzione rispecchia in gran parte l’articolazione del ciclo produttivo tipico delle filiere agroalimentari, caratterizzato da un gran numero di produttori e una ragionevole minor presenza di aziende di trasformazione. In tal senso, seppur le aziende di trasformazione incidano in maniera ridotta sul totale delle imprese della filiera esaminate (14%), esse dimostrano una propensione a “fare rete” più elevata rispetto alla media del settore che è pari all’1,04% (in prima posizione vi è l’industria delle bevande con il 5,20%, seguita dall’industria alimentare con l’1,74%).

Le reti di imprese della filiera sono inoltre presenti su tutto il territorio nazionale, distribuite per il 36% al Nord, per il 29% al Centro e per il 35% al Sud e Isole. Rispetto al trend generale, in base al quale al Sud a fine 2019 risiedono il 25% del totale delle imprese in rete italiane, la filiera agroalimentare in rete al Sud ha un peso molto più consistente.

Tra le regioni d’Italia, la prima per numero di imprese della filiera in rete è il Lazio (1.160), seguita da Campania (1.156), Friuli Venezia Giulia (821), Toscana (732) e Veneto (521).

Sono 7.635 le imprese di altri settori che collaborano in rete con imprese agroalimentari; tra queste, il 65% partecipa a reti-soggetto e il 35% a reti-contratto. Nella lettura di questo dato è rilevante precisare che le reti con soggettività giuridica esaminate coinvolgono in media 17 imprese, a fronte di 7 imprese in media nelle reti-contratto.

Tra i principali partner in rete dell’agroalimentare ci sono le imprese del commercio (35%) e quelle del turismo (26%), seguite a distanza da costruzioni (7%), servizi professionali (5%) e servizi per la persona (5%). Con un’incidenza minore si rilevano, poi, diversi altri settori: le imprese dei servizi operativi rappresentano il 4%, mentre il 2% coinvolge rispettivamente attività artistiche, creative e culturali; meccanica; sistema moda e arredo; trasporti e logistica; altre attività manifatturiere e servizi tecnologici, di informazione e comunicazione; infine, l’1% è da ricondurre rispettivamente a sanità; utilities e servizi ambientali e servizi finanziari e il 3% ad altro.

Osservando più in particolare le imprese delle principali filiere partner, si evince che le reti-soggetto coinvolgono in prevalenza imprese di piccole dimensioni. Ciò emerge, ad esempio, considerando il segmento del commercio che fa rete con l’agroalimentare: nelle reti-soggetto l’86% delle imprese partner è impegnata nel commercio al dettaglio, mentre nelle reti-contratto le imprese del commercio al dettaglio rappresentano il 57% dei casi di partnership. Anche con riferimento al comparto turistico in rete con la filiera agroalimentare si nota che le collaborazioni tramite reti-soggetto avvengono in prevalenza con imprese impegnate in servizi di ristorazione (79%). In relazione alle reti-contratto, il settore della ristorazione, genericamente composto da imprese di piccole dimensioni, incide per il 47%, seguito da quello delle imprese ricettive, che pure mostrano un discreto peso collaborativo sul totale del comparto (43%).