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Blog sulla codatorialità di RetImpresa è un contenitore aggiornato di informazioni, documenti e novità sull’istituto lavoristico dedicato alle reti, che permette in via esclusiva alle imprese aderenti a un contratto di rete di assumere insieme una o più risorse umane funzionali a realizzare il progetto comune.

RetImpresa, attraverso le competenze e il know how maturati dal 2009 sul tema e, in particolare, al ruolo svolto per contribuire all’attuazione della codatorialità, è al fianco degli imprenditori per promuovere la diffusione e il corretto utilizzo di questo innovativo strumento, fornendo: informazioni sempre aggiornate sulla disciplina, indicazioni interpretative e operative nella sezione riservata alle FAQassistenza e supporto tecnico-legale mediante la propria società RetImpresa Servizi, per elaborare e attivare accordi di codatorialità efficaci e idonei alle specifiche esigenze di ciascuna Rete di imprese.

Questo blog dedica attenzione e spazio a contributi, articoli e video prodotti in collaborazione con il network di Associazioni e partner del Sistema confindustriale impegnati sul tema delle reti o ricevuti da esperti che intendono contribuire all’azione di diffusione e valorizzazione della gestione del Capitale umano in rete.

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Il blog fornisce inoltre un costante aggiornamento sulle attività di certificazione realizzate in collaborazione tra RetImpresa e la Commissione di Certificazione dell’Università Roma Tre, per dare stabilità e certezza agli istituti lavoristici attivati nell’ambito dei contratti di rete.

Cliccando nell’apposita sezione, puoi entrare in contatto con la Commissione istruttoria istituita presso RetImpresa, che svolge attività di consulenza preliminari alla certificazione e all’assistenza attiva nei confronti delle imprese intenzionate a stipulare accordi di codatorialità e clausole lavoristiche di rete, curando le attività istruttorie dei relativi procedimenti di certificazione, in accordo con la Commissione centrale dell’Università.

Allora, cosa aspetti a dare il tuo contributo e a diventare parte attiva del blog sulla codatorialità di RetImpresa?

Se anche tu sei un appassionato di questo istituto che sta rivoluzionando la collaborazione in rete e vuoi richiedere assistenza o proporre i tuoi articoli e analisi sulla codatorialità, scrivici per scoprire come condividere in questo blog le tue esigenze e il tuo sapere sulle reti.

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FAQ e Indicazioni operative

La codatorialità identifica una modalità di assunzione congiunta dei lavoratori da parte di tutte o alcune delle imprese aderenti alla rete, secondo la regolamentazione che queste ultime possono autonomamente darsi attraverso il contratto di rete.

La codatorialità trova la sua fonte normativa nell’art. 30, comma 4-ter del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, per effetto della novella introdotta dalla Legge 9 agosto 2013, n. 99 di conversione, con modificazioni, del D.L. 28 giugno 2013, n. 76 (art. 7, comma 2, lett. 0a).

In particolare, il citato art. 30, comma 4-ter, D.Lgs. n. 276/2003 prevede che per le imprese legate da un valido contratto di rete “è ammessa la codatorialità dei dipendenti ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete stesso”.

La disciplina si completa con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 205 del 29 ottobre 2021, in vigore dal 23 febbraio 2022, che definisce le modalità operative per procedere alle comunicazioni obbligatorie agli enti competenti (Ministero del Lavoro, Inail, Inps) dei rapporti di lavoro in codatorialità da parte dell’impresa referente individuata nell’ambito del contratto di rete.
Gli ulteriori aspetti connessi al rapporto di lavoro in codatorialità, inclusi i criteri di ripartizione del costo del lavoro e dei relativi oneri di gestione tra le aziende codatori, sono rimessi all’autonomia negoziale delle parti.

Si segnala che l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con Nota del 22-02-2022 della Direzione centrale coordinamento giuridico, ha fornito chiarimenti e indicazioni operative per effettuare le comunicazioni obbligatorie dei rapporti di lavoro in regime di codatorialità, soffermandosi anche sui profili di inquadramento previdenziale e assicurativo dei lavoratori. Sul punto si veda anche la nostra news.

Sì, la codatorialità è utilizzabile dalle imprese che abbiano stipulato un contratto di rete.

Sebbene tale istituto esista nell’ordinamento giuridico dal 2013, per effetto della novella di cui al comma 4-ter, art. 30 del D.Lgs. n. 276/2003 (inserito dal D.L. n. 76/2013, convertito con modificazioni nella Legge n. 99/2013), la sua piena operatività è da ricondurre all’entrata in vigore, in data 23 febbraio 2022, del DM n. 205/2021, che ha disciplinato le modalità per procedere alle comunicazioni necessarie ad attivare il rapporto di lavoro in regime di codatorialità (v. anche la FAQ n. 2).

Per i rapporti di lavoro in codatorialità già eventualmente in essere prima del 23 febbraio 2022, la Nota 22-02-2022 dell’INL ha disposto una disciplina transitoria, indicando in 30 giorni dalla data di entrata in vigore del citato DM n. 205/2021 (quindi entro il 24 marzo 2022) il termine entro cui effettuare le comunicazioni telematiche.

L’istituto della codatorialità è stato introdotto per i contratti di rete nel 2013 all’interno della c.d. Legge Biagi (art. 30, comma 4-ter, D. Lgs. n. 276/2003) ed è applicabile sia nel caso delle reti contratto, sia nel caso di imprese che abbiano scelto di conferire soggettività giuridica alla rete.

A quest’ultimo proposito, con Nota prot. n. 1229 del 16-06-2022, ha chiarito che l’art. 30, co. 4-ter, D.Lgs. n. 276/2003, l’INL ha precisato che le aziende aderenti a una rete dotata di soggettività giuridica potranno impiegare in regime di codatorialità sia i lavoratori in forza alla medesima Rete-soggetto, sia i dipendenti delle altre imprese retiste, effettuando le relative comunicazioni obbligatorie attraverso il modello UniRete (per dettagli v. nostra news).

La codatorialità è altresì applicabile ai contratti di rete che siano stati stipulati con causale di solidarietà (art. 3, comma 4-sexies, D.L. n. 5/2009). Contratti che potevano essere stipulati fino al 31.12.2021, ma la cui durata può eccedere tale data. Sul punto si rinvia alla nostra news.

No, in linea generale le imprese in rete possono fare ricorso alla codatorialità a prescindere dalla loro forma giuridica (impresa individuale, società di persone, società di capitali, società cooperativa, ecc.), dalla dimensione (micro, piccola, media e grande), dall’ubicazione geografica.

Sul piano soggettivo, una precisazione va fatta con riferimento all’oggetto dell’attività delle imprese aderenti al contratto di rete, in quanto per le imprese agricole (che compongono per almeno il 40 per cento una rete) è prevista una modalità dedicata – c.d. assunzione congiunta – per procedere congiuntamente all’assunzione di dipendenti per lo svolgimento di prestazioni lavorative presso le relative aziende. Sul punto si veda la disciplina di cui all’art. 31, commi da 3-bis a 3-quinquies, D.Lgs. n. 276/2003 e ss.mm.ii., resa operativa dal DM 27 marzo 2014 e dai successivi provvedimenti attuativi e interpretativi (Circolare Min. Lav. n. 35 del 29 agosto 2013; decreto dir. n. 85 del 28 novembre 2014; Circolare Min. Lav. n. 7671 del 6 maggio 2015; Circolare Inps n. 135 del 2 luglio 2015).

Sul piano oggettivo, un limite generale all’utilizzo della codatorialità consiste nella esclusiva finalizzazione dello strumento lavoristico alla migliore realizzazione degli scopi e delle attività condivisi nel contratto di rete. Non è, dunque, consentito stipulare un contratto di rete al solo fine di condividere / scambiare lavoratori e risorse umane.

Sì. Fermo restando quanto precisato nella FAQ n. 5, è da ritenersi ammissibile la gestione condivisa delle prestazioni di lavoratori impiegati in imprese retiste facenti parte di un medesimo gruppo, nelle forme consentite dalla legge, tra cui la codatorialità e il distacco semplificato, purché sia funzionale al raggiungimento degli obiettivi strategici e alla realizzazione del programma comune di rete. Non è, al contrario, consentito stipulare un contratto di rete tra imprese aventi la medesima proprietà al solo fine di condividere / scambiare lavoratori e risorse umane.

Pertanto, anche tra imprese retiste tra loro controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. o aventi il medesimo azionista pubblico o privato è possibile ricorrere all’istituto lavoristico della codatorialità per ottimizzare e rendere più efficace la realizzazione delle attività del programma di rete, tramite l’impiego congiunto e coordinato di una o più risorse umane.

No, per attivare la codatorialità occorre prima aver costituito una rete di imprese.
Il regime di codatorialità viene infatti istituito attraverso uno specifico accordo, stipulato tra il lavoratore e le imprese codatori, che presuppone la loro adesione a un valido contratto di rete ex art. 3, co. 4-ter e ss., D.L. n. 5/2009.

Nel caso di attivazione di un rapporto di lavoro in codatorialità, sono datori di lavoro congiunti – codatori – tutte le imprese aderenti al contratto di rete che hanno sottoscritto l’accordo di codatorialità con il/i dipendente/i coinvolti. Ne consegue che il lavoratore in codatorialità potrà avere contemporaneamente due o più datori di lavoro, quante sono le imprese della rete con cui ha siglato l’accordo, e dovrà rendere la propria prestazione lavorativa nei confronti di tutti i codatori.

Tutte le imprese retiste che hanno sottoscritto l’accordo di codatorialità assumono il ruolo sostanziale di datori di lavoro dei lavoratori coinvolti. Ad una delle imprese codatori deve essere attribuito, nell’ambito del contratto di rete, il ruolo di datore di lavoro di riferimento. In tale veste, il datore di riferimento è incaricato di eseguire gli adempimenti amministrativi, retributivi, previdenziali e assicurativi, concernenti la gestione del rapporto, quali la registrazione delle prestazioni lavorative sul Libro Unico del Lavoro, il pagamento della retribuzione, la trasmissione dei flussi UniEmens, l’inserimento del lavoratore nell’autoliquidazione annuale Inail. La classificazione del datore di riferimento costituisce altresì il parametro per la determinazione del trattamento retributivo, previdenziale e assicurativo del lavoratore posto in codatorialità.

Il datore di riferimento costituisce normalmente anche il referente per le comunicazioni nel sistema UniRete. In tale veste provvederà alle comunicazioni di inizio, trasformazione, proroga o cessazione del rapporto in regime di codatorialità, nonché a quelle relative al distacco, nei confronti degli Enti competenti a gestire gli aspetti assicurativi e previdenziali.

Il ruolo di referente per le comunicazioni obbligatorie potrà, in alternativa, essere affidato a un’altra impresa codatore, diversa da quella indicata come datore di lavoro di riferimento.

La codatorialità può essere utilizzata esclusivamente in presenza di un contratto di rete, ne consegue che il limite minimo di codatori è pari a due.

Non sussiste invece un limite massimo per legge, nel senso che il numero massimo di codatori può coincidere con il numero di imprese che sono parti del contratto di rete.