Il 4 marzo 2026 è stato approvato in via definitiva il Disegno di Legge annuale sulle piccole e medie imprese, che contiene – tra l’altro – la misura delle agevolazioni fiscali alle reti d’impresa sostenuta da RetImpresa e Confindustria (v. News relativa all’audizione di Confindustria sul testo del DDL presso la Commissione Industria del Senato).

L’art. 1 “Agevolazioni fiscali per le reti di imprese” della Legge annuale sulle PMI punta, infatti, a stimolare gli investimenti realizzati dalle aggregazioni in rete attraverso la leva fiscale.

La misura determina la sospensione di imposta sugli utili di esercizio destinati dalle imprese aderenti a un contratto di rete al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare: la quota degli utili reinvestiti, quindi, non concorre a formare il reddito relativo al periodo d’imposta cui gli stessi si riferiscono, determinando un beneficio in termini di una minore imposizione fiscale per il medesimo anno di imposta.

L’importo che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di 1.000.000 euro annui.

Più in dettaglio, la sospensione d’imposta si riferisce:

  • alle reti-contratto, ossia quelle senza soggettività giuridica. Sono escluse dalla misura le reti-soggetto. Al riguardo, Confindustria ha segnalato in audizione l’opportunità di estendere l’applicazione dell’incentivo a tutte le tipologie di rete previste, per garantire il level playing field;
  • alla quota degli utili dell’esercizio accantonati ad apposita riserva dalle imprese retiste e vincolati alla realizzazione entro l’esercizio successivo degli investimenti previsti dal programma comune di rete.

Il beneficio è riconosciuto a condizione che: la riserva accantonata non sia utilizzata per scopi diversi dalla copertura delle perdite di esercizio; non venga meno l’adesione dell’impresa al contratto di rete; la rete di imprese non acquisti soggettività giuridica.

La disposizione prevede, inoltre, che:

  • l’agevolazione venga fruita entro un limite di spesa pari a 15 milioni di euro annui per il triennio 2027-2029 – dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 fino a quello in corso al 31 dicembre 2028 – quindi per una dotazione complessiva di 45 mln euro;
  • un successivo decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy (MIMIT), di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze (MEF), sentita l’Agenzia delle entrate, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge annuale PMI, disponga criteri e modalità attuative dell’agevolazione tali anche da garantire il rispetto del limite di cui al punto precedente.

Questa misura, originariamente emanata nel 2010 (DL n. 78/2010) e non più rifinanziata per carenza di risorse, supporta le imprese in rete incentivandole a impiegare i propri utili nella realizzazione di investimenti in forma aggregata. Già nel 2010 si era rivelata di grande interesse per le imprese e aveva mostrato risultati positivi in termini di ripresa degli investimenti e crescita organizzativa nonché qualitativa delle PMI.

Pertanto, la sua riproposizione su input di RetImpresa, considerata anche l’assenza di incentivi fiscali di carattere sistemico esclusivi per le reti, conferma l’attenzione del legislatore a promuovere concretamente le reti di imprese che investono e contribuiscono a rendere più competitivo il sistema industriale italiano.

In proposito, infatti, il commento della Relazione tecnica all’articolo 1 cita i dati contenuti nel V Report dell’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa, costituito da RetImpresa, Università Ca’ Foscari Venezia e InfoCamere, valorizzando in tal modo il lavoro scientifico e di approfondimento del fenomeno svolto dall’Osservatorio da quasi un decennio. In particolare, vengono citati i dati che confermano come il contratto di rete sia strumento particolarmente utile alle aziende di piccole dimensioni per rafforzare la propria competitività sul mercato e potenziare l’attività in termini non solo quantitativi, ma anche qualitativi, relazionali e reputazionali.

L’articolo 1 della Legge stabilisce inoltre:

  • l’obbligo di preventiva asseverazione del contratto di rete da parte di organismi esterni, che siano espressione dell’associazionismo imprenditoriale o in alternativa da altri organismi pubblici individuati secondo i criteri che saranno definiti con il decreto attuativo MIMIT-MEF di cui sopra;
  • l’attività di controllo sui contratti di rete e sulla realizzazione degli investimenti che hanno dato accesso all’agevolazione da parte dell’Agenzia delle entrate, anche in collaborazione con gli organismi di asseverazione, e il suo potere di revoca dei benefìci indebitamente fruiti.

Tra le altre norme di interesse, la Legge annuale sulle PMI prevede anche:

  • la destinazione di risorse – 100 mln euro trasferiti nel “Fondo per la crescita sostenibile” da altra contabilità speciale del MIMIT (ossia quella relativa agli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva da attuare in aree interessate da crisi industriale non complessa) – per sostenere la realizzazione di programmi di sviluppo (di importo non inferiore a 1mln di euro e non superiore a 20mln), proposti da PMI, anche aggregate, appartenenti alla filiera della moda (art. 3).

Ai fini della concessione delle agevolazioni in esame, un decreto del MIMIT dovrà stabilire condizioni e modalità per la valorizzazione dei programmi proposti da aggregazioni di imprese, per l’integrazione di processi produttivi localizzati in Italia lungo l’intera filiera e per l’utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea, ove disponibili sul mercato.

L’obiettivo di questa misura, come evidenziato nella Relazione tecnica al provvedimento, è supportare e promuovere il sistema moda, che è stato particolarmente penalizzato dalle sfide internazionali, tra cui la riduzione della domanda in mercati cruciali come quello russo. Per questo motivo, in un contesto globale sempre più sfidante, le aziende del sistema moda devono affrontare la transizione verso una maggiore sostenibilità e digitalizzazione per rafforzare la loro competitività, in linea con la strategia europea per prodotti tessili sostenibili e circolari, che introduce requisiti di sostenibilità e responsabilità estesa del produttore;

  • il riordino e il riassetto delle disposizioni in materia di start-up innovative, spin-off, PMI innovative, incubatori e acceleratori di start-up, nonché di quelle relative a tutte le attività di filiera concernenti servizi di formazione e alta formazione, ricerca, sostegno e investimento rivolte ai predetti soggetti, mediante il conferimento della delega al Governo a emanare entro dodici mesi un Testo Unico in materia (art. 24). In questo modo, sarà possibile favorire la semplificazione e il coordinamento del quadro regolamentare per startup e PMI innovative, secondo principi e criteri direttivi volti a dare coerenza giuridica, logica e funzionale alla disciplina in materia, a semplificare gli oneri burocratici e gli adempimenti non necessari nel rispetto dei princìpi di proporzionalità e gradualità, e ad abrogare le disposizioni superate.

La Legge annuale sulle PMI entrerà in vigore dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.