Si è svolta a Napoli, presso Palazzo Partanna, la presentazione del Rapporto 2025 dell’Osservatorio Nazionale sulle Reti d’Impresa, realizzato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

L’incontro, organizzato in collaborazione con Piccola Industria Confindustria Campania, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema associativo e del mondo imprenditoriale per fare il punto sull’evoluzione delle reti d’impresa e sulle prospettive di sviluppo del modello aggregativo.

Ad aprire i lavori Anna Del Sorbo, Presidente Piccola Industria Confindustria Campania, Fabrizio Landi, Presidente di RetImpresa, Anna Moretti della Venice School of Management e Serafino Pitingaro di InfoCamere. La presentazione del Rapporto 2025 è stata affidata ad Anna Cabigiosu, Direttrice scientifica dell’Osservatorio.

I dati confermano una crescita costante del fenomeno: nel 2025 si contano 10.361 contratti di rete attivi, in aumento del 7,6% rispetto all’anno precedente, con circa 53 mila imprese coinvolte, in crescita del 5,2%. Le reti continuano a rappresentare uno strumento diffuso e consolidato nel sistema produttivo italiano, con oltre 1,7 milioni di addetti impiegati nelle imprese aderenti.

Dal Rapporto emerge come le imprese scelgano di fare rete soprattutto per rafforzare la competitività, attraverso l’aumento del potere contrattuale, la condivisione di risorse e l’accesso a bandi e opportunità di mercato. Allo stesso tempo, emergono alcuni limiti, in particolare sul fronte dell’innovazione e delle competenze, dove persiste un disallineamento tra domanda e offerta che richiede interventi mirati.

“Il Rapporto dell’Osservatorio ci invita a rafforzare innovazione e competenze nelle reti – dichiara Fabrizio Landi, presidente di RetImpresa. Per questo è fondamentale puntare su strumenti concreti, come la codatorialità, che consente di condividere competenze qualificate, e la detassazione degli utili reinvestiti nei progetti di rete, appena introdotta dalla Legge annuale PMI. Si tratta di misure che abbiamo fortemente sostenuto – conclude il presidente di RetImpresa – e che vanno nella giusta direzione: riconoscere il valore delle aggregazioni e accompagnarle con politiche efficaci per generare nuovi investimenti e lavoro qualificato.”

Nel corso dell’evento è stato inoltre evidenziato il ruolo crescente dei territori. “Il Rapporto pone la Campania tra le principali regioni nel panorama delle reti d’impresa, al quarto posto in Italia con il 7,8% delle imprese retiste. Questi dati sono un segnale importante della capacità del sistema imprenditoriale campano, anche in un contesto produttivo frammentato e meno strutturato, di adattarsi a modelli organizzativi collaborativi che rafforzano il potere contrattuale, l’accesso a opportunità finanziarie e la condivisione di asset strategici”, ha dichiarato Anna Del Sorbo, Presidente della Piccola Industria di Confindustria Campania.

Secondo Giammaria De Paulis, Vice Presidente PI Confindustria con delega a Persone, Formazione e Competenze: “Il Rapporto evidenzia con chiarezza che la competitività delle PMI passa sempre più dalle competenze. Le reti d’impresa possono diventare una leva decisiva anche su questo fronte, ma serve un salto di qualità: dalla formazione episodica a percorsi strutturati, capaci di rafforzare davvero il capitale umano e accompagnare la crescita delle imprese, valorizzando appieno gli strumenti di finanziamento disponibili, dai Fondi interprofessionali al Fondo Nuove Competenze”.

Il dibattito è proseguito con gli interventi dell’Assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Campania, Angelica Saggese, e con le testimonianze di reti attive a livello europeo (Eurotemps di Orienta) e sul territorio nazionale (Rete Moda Campania, Rete Sannio da Gustare), che hanno illustrato esperienze concrete di collaborazione e sviluppo, a conferma del valore del modello di rete anche in contesti produttivi complessi. A chiudere i lavori è stato Emilio De Vizia, Presidente Confindustria Campania.

Nel complesso, il Rapporto evidenzia come i contratti di rete siano ormai uno strumento maturo e capace di sostenere la crescita delle imprese, ma anche come sia necessario un ulteriore salto di qualità, soprattutto sul piano dell’innovazione, delle competenze e della capacità manageriale, per consolidarne l’impatto sull’economia nazionale.

Di seguito il Report 2025 con l’abstract, la rassegna e le agenzie di stampa e le foto dell’evento.