1 NASCITA E REGOLAMENTAZIONE DELLA RETE

Nascita e regolamentazione della rete

Come hanno portato in luce i più recenti studi sulle relazioni tra imprese e sul tessuto industriale italiano (Cafaggi e Iamiceli, 2008; Prandstraller e Rullani, 2009; Ricciardi, 2010) le recenti sfide della globalizzazione hanno portato le aziende e, in particolar modo le PMI, a modificare il loro modello competitivo e le strategie relative. Per sopravvivere alla concorrenza delle produzioni nei paesi a basso costo, le PMI hanno dovuto sempre più diversificarsi dalla semplice produzione capitalizzando le loro capacità distintive, spesso immateriali, relative all’ideazione, al marketing o alla qualità.
La competizione globale ha portato le aziende ad aprirsi alla collaborazione per ottenere, attraverso meccanismi di Rete, massa critica, know-how e, più in generale, i benefici delle economie di scala e di scopo, similmente a quanto fatto dalle grandi imprese.
Le imprese sono andate a cercare nuovi partner e competenze da chi già le possedeva travalicando spesso i confini locali per trovare le migliori soluzioni possibili, oppure hanno applicato le proprie idee vincenti anche in altri settori ottenendone un maggiore valore.
Il poter accedere al know-how senza doverlo acquisire all’interno dell’azienda consente di diminuire sia i costi che il rischio, che soprattutto il time to market.
La recente crisi ha contribuito anch’essa a cambiare il profilo di competitività delle PMI italiane. In passato, in molti settori, le aziende con una forte propensione all’esportazione hanno avuto riduzioni dei fatturati maggiori delle aziende che avevano solo un mercato locale. Ora in fase di assestamento del mercato, con il PIL italiano in forte rallentamento, è emerso un divario di crescita tra le imprese che hanno come mercato di sbocco solo il locale e quelle che hanno un mercato internazionale in cui vi sono economie con maggiore crescita rispetto alla nostra. La Rete in quanto strumento che, attraverso l’aggregazione, può favorire l’internazionalizzazione rappresenta un’importante risorsa per le PMI che vogliano accedere ai mercati esteri.
Integrazioni verticali e orizzontali nei sistemi produttivi, ed economie di agglomerazione come quelle distrettuali hanno, da sempre, costituito un valido meccanismo per rafforzare produttività e capacità di stare sui mercati; le reti rappresentano un fenomeno di aggregazione del tessuto imprenditoriale italiano che si configura come un’evoluzione necessaria laddove l’integrazione pare culturalmente e socialmente difficile da attuare, e l’economia distrettuale, con la sua agglomerazione spontanea ed emergente, non pare in grado di aggredire i mercati internazionali e aumentare la produttività in modo radicale.
Le Reti sono spesso sono costituite da imprese in filiera che, di fatto, lavorano in Rete con i propri fornitori o con i propri clienti senza alcuna formalizzazione dei rapporti o senza che i partecipanti se ne rendano conto. Ad esempio quando i rapporti tra loro sono continuativi e basati su fattori non solo di mercato quali la fiducia reciproca, la condivisione di conoscenze o la co-progettazione.
 Molte altre volte sono aggregazioni di imprese che, pur non appartenendo alla stessa filiera, trovano convenienze a aggregarsi per scopi comuni quali accedere più facilmente a beni e servizi, integrare l’offerta di vendita verso clienti importanti, partecipare in maniera più economica a fiere internazionali, ecc. Rimane il fatto che qualunque sia l’obiettivo dell’aggregazione di Rete, affinché questa possa nascere e svilupparsi devono essere presenti (figura 1): un’idea generatrice della Rete, un’ opportunità di business, il potenziale delle aziende di collaborare e sostenere la Rete, una filosofia imprenditoriale e le relazioni con i partner che guideranno la Rete stessa. 

 

Figura 1 - Elementi primari per la costituzione di una Rete (Di Marco et al., 2011)

La Rete nasce da un’opportunità da cogliere insieme o da una minaccia da cui ci si può difendere meglio in gruppo. Qualsiasi sia la spinta che genera la Rete, l’opportunità economica reale ne permetterà la continuazione nel tempo. La sua ragion d’essere non deve scaturire da mode momentanee o da finanziamenti ad hoc.
L’idea che sta alla base della Rete, identificata come idea motrice da Rullani (2010) grazie alla sua capacità di attivare i processi collaborativi e identitari dei partecipanti, conformerà la futura strategia e la struttura della rete, trascinandola nel suo divenire. Spesso le reti cambiano durante il loro percorso e possono cogliere e basarsi su opportunità diverse. L’idea aiuterà a trovare la direzione e quindi permetterà di cogliere le varie opportunità che si presenteranno durante la vita della Rete, non solo quella iniziale, ma anche alcune che non erano preventivabili perché si sono palesate solo strada facendo.
Spesso l’idea può essere applicata anche in ambiti territoriali o settori differenti. E’ quindi importante identificare le idee generatrici che presiedono alla Rete in quanto permetteranno di indirizzarla anche durante i suoi momenti di metamorfosi.
 Le aziende devono possedere alcune capacità specifiche per affrontare l’esperienza della Rete. Una Rete tra imprese è espressione della relazionalità delle stesse e diventa basilare la propensione alla collaborazione e al lavoro di gruppo che le singole aziende possiedono nel loro bagaglio culturale.
Le aziende più predisposte a lavorare in Rete sono quelle in cui all’interno la direzione ha uno stile di leadership più aperto e collaborativo e in cui si è abituati a lavorare in gruppo utilizzandone la relativa strumentazione.
 In molti casi si è rivelata fondamentale le presenza di un leader che abbia riunito attorno alle sue capacità largamente riconosciute nel contesto di riferimento le aziende partner per formare una Rete. Se l’idea è una traccia che guiderà la Rete nel suo percorso il leader sarà un po’ il comandante che coordinerà gli sforzi verso la meta.

L’idea della Rete molte altre volte nasce da imprenditori che rilevano l’opportunità che il mercato offre e cominciano a confrontarsi con loro colleghi.
La Rete nasce frequentemente negli ambiti delle conoscenze personali dell’imprenditore dovute alla partecipazione a gruppi o ambienti legati all’imprenditoria locale.
Le associazioni imprenditoriali sono quindi un importante facilitatore per la costituzione di nuove reti in quanto agevolano l’incontro e la comunicazione tra le imprese.
Possono agevolare lo sviluppo di reti anche la presenza di distretti o di consorzi, in quanto favoriscono maggiori interazioni sociali, circolazione delle conoscenze e radici culturali comuni. Risulta quindi importante l’attività delle associazioni locali nel promuovere o facilitare questa tipologia di incontri tra imprenditori. Unico limite di queste associazioni territoriali è dato dalla loro natura locale o geograficamente ristretta, che potrà creare difficoltà nel far incontrare aziende di zone distanti tra loro.
Con il contratto di Rete, che per sua natura è in grado di superare facilmente i limiti locali o territoriali, ci sarà la possibilità di avere reti trasversali ai territori e ai settori e anche trans-nazionali. Proprio per questa sua caratteristica di elasticità e adattabilità il nuovo contratto di Rete si distingue dalle precedenti forme aggregative, come i distretti o i consorzi, facendone uno strumento molto flessibile.
Il nuovo contratto permette infatti di estendere la sua validità anche all’estero (all’interno della Unione Europea), o di inglobare all’interno della Rete anche aziende fornitrici di servizi marginali, per svolgere assieme attività imprenditoriali. 

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